Commento al Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030

Pietro Pellegrini

Psichiatra e psicoterapeuta, già Direttore del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche Ausl di Parma

Il 29 dicembre 2025 è stato approvato dalla Conferenza permanente per i rapporti Stato Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano il Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 (PANSM). Viste la legislazione plurilivello e le competenze ripartite tra Stato e Regioni il valore e l’efficacia del PANSM richiede un coordinamento interistituzionale e l’integrazione di tutte le politiche per dare realizzazione ai diritti e rispondere ai bisogni delle persone e delle famiglie e dare piena realizzazione alla l. 180/1978 nel cui ambito il piano si inscrive.
Sul piano metodologico si evidenzia come nel Tavolo Tecnico che ha predisposto il PANSM non siano rappresentati ministeri, enti locali, associazioni professionali, di utenti e familiari che pure hanno avuto un ruolo importante nella realizzazione della riforma psichiatrica del 1978 (l.1 80/78) e della l. 81/2014 che ha disposto la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. È mancata una fase di consultazione pubblica e una consensus conference. Il PANSM non definisce in modo preciso il modello di Dipartimento di Salute Mentale, né quantifica i fabbisogni di personale e le strutture per dare realizzazione alle azioni proposte in ambito preventivo, per la psicologia di comunità, salute mentale della gravidanza e perinatale, nell’infanzia e adolescenza, ai percorsi diagnostico terapeutico assistenziali. La previsione di un aumento dei posti psichiatrici in ambito detentivo (fino ad almeno il 5%) rinviato a livello regionale appare una via da non perseguire. La dotazione di risorse prevista dalla legge di bilancio 2026 è di soli 80 milioni di euro di cui 30 per il personale a fronte di un fabbisogno stimato in 785 milioni. Un grave divario tra bisogni e risorse che non potrà portare alla realizzazione di quanto previsto dal PANSM, con inevitabili ricadute sui diritti e le condizioni di salute e di vita delle persone e delle loro famiglie, ma anche sulle condizioni professionali e di sicurezza degli operatori e dei servizi.

 

Scarica il PDF