Il contributo analizza la responsabilità sanitaria da lesione dell’autodeterminazione terapeutica quando la violazione del consenso/dissenso non produce un danno biologico e, anzi, si accom-pagna a un esito clinico favorevole o salvifico. Muovendo dall’emersione giurisprudenziale di un danno distinto da quello alla salute, il lavoro ricostruisce il conflitto tra libertà decisionale del paziente, doveri del medico e interessi pubblici (tutela della vita e sostenibilità). Il caso delle emotrasfusioni rifiutate per motivi religiosi è assunto come paradigma per verificare quando l’urgenza e l’incertezza sull’attualità del dissenso possano escludere l’antigiuridicità dell’intervento (in dubio pro vita) e, in alternativa, quando il risarcimento debba essere ancorato alla prova di un serio danno-conseguenza. Sul piano della quantificazione, si propone di combinare criteri orientativi (in particolare quelli milanesi) e poteri equitativi, valorizzando il beneficio clinico anche mediante una sorta di compensatio lucri cum damno, al fine di evitare automatismi risarcitori e derive punitive.
This paper addresses liability for infringement of therapeutic self-determination when a breach of consent/dissent causes no bodily injury and may even lead to a favourable or life-saving out come. After outlining the judicial emergence of a head of damage distinct from bodily harm, the analysis focuses on the tension between patient autonomy, physicians’ duties, and public interests (protection of life and system sustainability). Refusal of life-saving blood transfusions for religious reasons is used as a paradigm to assess when urgency and uncertainty as to the contemporaneity of dissent may exclude wrongfulness (in dubio pro vita), and, alternatively, when compensation must depend on proof of a serious consequential harm. As to quantification, the paper argues for combining orientative tables (notably the Milan criteria) with equitable assessment, factoring in therapeutic benefit—also through compensatio lucri cum damno—to avoid automatic and quasi- punitive awards.


