Notazioni medico-legali intorno alla sentenza della Corte costituzionale n. 66 del 2025 e ai casi clinici ad essa sottesi

Fabio Cembrani

Medico legale, Professore a contratto Università di Verona.

A partire dai due casi clinici alla base dell’incidente di costituzionalità formulato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, l’Autore esamina quei contenuti della sentenza n. 66 del 2025 della Corte costituzionale dall’effetto pratico nella relazione di cura. Evidenzia, in particolare, come la sentenza in commento abbia confermato la dilatazione dei requisiti di non punibilità dell’aiuto medico al suicidio definita dalla precedente giurisprudenza costituzionale. Esamina, infine, i nuovi moniti rivolti dalla Corte al legislatore focalizzandosi su quello con cui si auspica la miglior assistenza e presa in carico domiciliare di ogni persona malata che può sempre diventare lo spartiacque tra la scelta di continuare a vivere e quella di morire.

Starting from the two clinical cases underlying the constitutional challenge raised by the Judge for Preliminary Investigations of the Court of Milan, the author examines the content of the Constitutional Court’s ruling no. 66 of 2025 that has practical implications for the treatment relationship. He highlights, in particular, how the ruling in question confirmed the expansion of the requirements for non-punishability of medical assistance in suicide established by previous constitutional jurisprudence. Finally, he examines the Court’s new warnings to the legislator, focusing on the one calling for the best possible care and home care for every patient, who can always become the dividing line between the choice to continue living and the choice to die.

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